Scadenza birra: una leggenda metropolitana

Scadenza birra. Un’altra, gigantesca leggenda metropolitana. In realtà la birra non scade. Ecco quello che nessuno ha mai voluto dirvi.

Difficilmente vi sarete trovati tra le mani una birra industriale prossima o perfino oltre la data di scadenza. La birra industriale, è cosa nota, è tutto fuorché viva: la pastorizzazione abbatte gli agenti batterici, riducendo drasticamente il profilo organolettico del prodotto. Non è altrettanto difficile avere una bottiglia di birra artigianale con data di scadenza bell’e superata. Che fare, in una situazione del genere? conviene chiamare i vigili del fuoco? il pronto intervento? oppure organizzare una spedizione punitiva contro il rivenditore che vi ha venduto “il pacco”? Niente paura, la birra non scade!

Si chiama impropriamente data di scadenza birra.

E’ impossibile sentirsi male bevendo una birra “scaduta”. La data di scadenza esiste esclusivamente con riferimento ai generi alimentari facilmente deperibili (pasta, carne, pesce, prodotti caseari). La freschezza di questi prodotti è protetta da una specifica norma di legge, con tanto di generose sanzioni a carico dei contravventori. La birra è sì un prodotto alimentare ma non rapidamente deperibile.

La data di scadenza birra si trasforma in Termine Minimo di Conservazione (TMC).

Il TMC è l’indicazione temporale con la quale il produttore “consiglia” di consumare il prodotto, la data entro la quale ritiene mantenga inalterate le sue caratteristiche organolettiche. Il TMC è facilmente distinguibile dalla data di scadenza attraverso le espressioni “preferibilmente entro il”, “entro fine”, oppure “best before“. E’ quindi una raccomandazione affinché il consumatore possa beneficiare al massimo della qualità di ciò che sta bevendo. Per questo motivo non è sanzionabile chi espone e vende una birra con TMC trascorso.

La sua determinazione è discrezionale da parte del produttore.

La shelf life (periodo di “garanzia”) varia in funzione dello stile birrario. Per bevande alcoliche superiori al 10% abv, per esempio, non vi è obbligo di apportare il TMC. Basti pensare alla famosa Xyauyu Baladin, Barley Wine da 14 gradi da consumarsi “entro la fine del mondo”. Per non parlare poi delle cosiddette “birre da cantina”, che nascono appositamente per un consumo stagionato, riuscendo a esprimere il loro pieno potenziale solo dopo aver trascorso lunghi anni dimenticate in cantina.

Insomma, avete capito. La data di scadenza birra non esiste. Diffidate da chi sostiene il contrario e provate piuttosto a sperimentare sulla vostra bocca il sapore di birre consumate in età diverse. E in generale ricordate che c’è un motivo se il produttore ha voluto introdurre tale informazione: garantire la qualità. Rispettare la volontà del birrificio in questione è il primo passo per essere consumatori consapevoli. Insomma, occhio – ma non troppo – all’etichetta!

Conoscevate la differenza tra scadenza birra e TMC? vi è mai capitato di bere birra oltre la data riportata? cosa avete fatto? Raccontateci la vostra storia!


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