Nonick, “sorellastra” della Pinta

Nonick è un bicchiere per il consumo di birra, versione meno fortunata della classica Pinta inglese.

Nonick, Nonic o No nick. Bi abbiamo già narrato le gesta della Pinta, bicchiere da pub per eccellenza. Oggi vi raccontiamo la storia di sua “sorella”, attrice non protagonista della scena birraria inglese. Se infatti la Pinta (inglese o americana) ha avuto un successo clamoroso, altrettanto non è accaduto alla Pinta Nonick.

La Pinta Nonick fa la sua comparsa a fine anni ’40.

A farla venire alla luce saranno i landlord (proprietari dei pub inglesi), esausti dell’altissimo tasso di rottura dei mug – i bicchieri da birra più diffusi a quei tempi. Il mug è infatti un bicchiere solido ma presenta un inconveniente importante: la presenza delle tacche. Queste rendono impossibile impilarli – si corre il rischio di incastrarli e quindi romperli. Non solo. Le tacche tendono a strofinare tra loro nelle fasi di lavaggio, provocandone la rottura. Per ovviare a questi problemi nasce la Pinta Nonick, ovvero ‘senza tacche’. A contraddistinguerla dalla classica Pinta è il rigonfiamento posto in alto a circa un pollice dal bordo, concepito per facilitarne la presa e consentire ai bicchieri di sgomitare tra loro senza fare danni.

Il suo difetto? Essere nata per il publican e non per il consumatore.

Il suo corredo genetico è nato con uno scopo preciso: rendere più facile la vita all’interno di un pub. Le qualità richieste erano impilabilità, facilità di pulizia, minore tasso di rottura. Tutti aspetti interessanti ma non di certo utili al consumatore. Anzi, il vetro sottile è sempre stato un nemico: favorisce il riscaldamento della birra per via del contatto con la mano umana. E’ il rischio che si corre quando ci si lascia sedurre dalla forma rispetto alla sostanza.

Per alcuni si chiama Nonick, per altri Imperiale.

Per alcuni è anche chiamata “Pinta Imperiale”, capacità 568 ml. Il riferimento è al sistema di misura imperiale inglese, definito dal British Weights and Measures Act del 1824. Tale sistema durò poco più di 200 anni. Poi, alla fine del 20esimo secolo, venne sostituito dal sistema metrico da molte nazioni dell’Impero.

La Pinta Nonick è nata in Inghilterra, nei pub inglesi e per la birra inglese.

La bocca larga e priva di svasature favorisce sorsi lunghi e abbondanti. Questa caratteristica rende la Pinta Nonick perfetta per le session beer anglosassoni, birre sempreverdi da bere in qualunque momento della giornata. L’ampiezza, per contro, penalizza la cattura dei profumi. Pale Ale, Bitter, IPA, Brown Ale e Stout/Porter sono gli stili birrari che meglio si sposano con questo bicchiere.

Nonick è stata sfortunata  ma rimane comunque un importante tassello nella storia della birra. Se vi capita di trovarla in giro ringraziatela: è anche merito suo se oggi esiste la Pinta.


No Replies to "Nonick, "sorellastra" della Pinta"


    Got something to say?

    Some html is OK

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.