Homebrewing: birra fatta in casa sia!

Homebrewing significa produrre birra in casa, una delle “scoperte” più sensazionali dell’uomo moderno.

Oggigiorno il termine homebrewing si utilizza frequentemente, anche durante la colazione al bar della mattina presto. La birra fatta in casa è diventata una pratica diffusa, un hobby sfizioso che consente di ottenere grandi soddisfazioni fin dalle prime applicazioni. Ovviamente non si può prescindere da studio e pratica costanti per ottenere una certa qualità. Ma è proprio di gusto, perseveranza e voglia di migliorarsi che l’homebrewing si nutre. Prima di raccontarvi come funziona abbiamo pensato di rispondere a un’altra domanda: quando è nata la birra fatta in casa?

La culla dell’homebrewing è l’America.

Gli Stati Uniti, per la precisione. Gli immensi States sono il teatro in cui si svolge il primo atto di una grandissima opera, il cui epilogo verrà conosciuto con l’altisonante nome di “rivoluzione della birra artigianale”. Non bisogna scartabellare enormi enciclopedia o tomi polverosi. La storia dell’homebrewing è piuttosto recente, visto che solo nel 1978 il 39esimo Presidente USA, Jimmy Carter, legalizza la birra fatta in casa.

Non è passato molto tempo ma le cose sono cambiate radicalmente.

Basti pensare all’attuale Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. E’ stato lui, la cui passione per la birra artigianale è cosa nota, a rendere pubblica la ricetta della birra della Casa Bianca. Si tratta di una birra prodotta col miele delle api coltivate nell’edificio governativo. L’episodio è emblematico e dimostra tutto ciò che l’homebrewing è diventato oggi: una vera e propria arte, al pari della cucina o della musica.

Obiettivo? Muovere guerra alla birra di massa, artificiale e standardizzata.

Quello che nessuno vi ha mai detto è che l’homebrewing ha un fondamento sovversivo. Il suo vero obiettivo non è soddisfare una passione, bensì dichiarare guerra alla birra industriale. La legalizzazione dell’homebrewing ha di fatto armato il popolo americano con un’arma potentissima: la possibilità di scoprire le infine sfumature gustative della moltitudine di stili birrari esistenti al mondo. Il tutto con le proprie mani e comodamente all’interno delle mura domestiche.

Gli effetti della craft beer revolution sono lampanti.

In principio i birrifici artigianali americani erano appena 8. A meno di 40 anni di distanza ne sono nati oltre 2.000. Oggi la comunità di homebrewers vanta oltre 1 milione di adepti, un’associazione di categoria con oltre 30mila iscritti e i concorsi dedicati all’homebrewing sono centinaia. Numeri notevoli, che dimostrano la crescita esponenziale della birra fatta in casa. E’ stata perfino indetta la giornata nazionale dedicata alla birra fatta in casa, coincidente col primo sabato di Maggio. Che si tratti di moda, passione, gusto o mero risparmio sulla spesa, l’homebrewing è diventata la nuova ossessione dell’americano medio.

E in Italia quand’è che l’homebrewing ha smesso di essere “fuorilegge”?

Lo spartiacque è la data del 26 Ottobre 1995, un anno prima della nascita della birra artigianale italiana (1996) fatta corrispondere all’apertura dei primi birrifici artigianali italiani. La legalizzazione ha reso esente da accisa la birra prodotta da un privato e destinata a consumo domestico. Niente di più di una mera detassazione di un genere alimentare a contenuto alcolico. Probabilmente chi la promulgò non aveva la più pallida idea del pandemonio che un semplice testo normativo avrebbe generato.

Oggi il fenomeno è cresciuto ed è in salute.

E’ merito delle amorevoli cure del Movimento Birrario Italiano (MoBi), principale associazione di categoria in tema di birrificazione casalinga. E anche noi abbiamo la nostra Giornata Nazionale dell’homebrewing.

La nascita dell’homebrewing ha un comune denominatore: che si tratti di Italia o America, la liberalizzazione della birra fatta in casa segna l’inizio della rivoluzione della birra artigianale.

Conoscevate l’homebrewing? avete mai prodotto la vostra birra casalinga?

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