Epifania 2.0: oro, incenso e birra

L’Epifania porta con sé un sacco di doni. Il più buono di tutti è la birra artigianale.

Cari Rintanati, l’Epifania è dietro l’angolo e i Re Magi stanno per arrivare col loro carico di oro, incenso e… birra. Esatto: birra. Perché ci sono diversi modi di interpretare l’epifania. E’ la Befana, la simpatica nonnina che sorvola i cieli delle nostre case in sella alla sua magica scopa. Ma l’Epifania è anche l’apparizione, la rivelazione. La stessa che a molti capita di provare quando si assaggia per la prima volta una birra artigianale.

Galeotta fu la pseudo-artigianale.

Avete presente la birra industriale che scimmiotta quella artigianale? In Italia abbiamo esempi di alto livello. Il più celebre è sicuramente Angelo Poretti, il padre della birra ai millemila luppoli. Ma anche il baffo più famoso d’Italia, Birra Moretti, ci ha stupito con le sue “Regionali” (una serie di birre ispirate alle specificità regionali). I risultati lasciano il tempo che trovano, qualitativamente parlando. Ciò non toglie che per molti sono stati una vera e propria epifania, un’introduzione a un nuovo modo di vedere la solita “bionda”. Questo accade in Italia come nel resto del mondo.

A dire la verità ci siamo cascati un po’ tutti quanti.

L’epifania è un passaggio obbligato che tutti dobbiamo affrontare. La nostra “befana” si è manifestata la prima volta che abbiamo assaggiato la birra tedesca: bontà divina! Per noi, abituati a scegliere la birra solo sulla base della gradazione alcolica, è stata un’assoluta rivelazione. La birra crucca è inconfondibile: corredo stringato da bassa fermentazione, beva assassina e consistenza tattile da pane liquido. Quell’assaggio ci ha aperto le porte del paradiso e da allora non siamo più tornati indietro.

Tu chiamale, se vuoi, birre di passaggio.

Un po’ birre, un po’ epifenie, in inglese le chiamano gateway beer, ovvero ‘birre di passaggio’ dall’industriale all’artigianale. Sono quelle birre che al pari di Caronte, il traghettatore dell’Ade dell’opera dantesca, conducono da una sponda all’altra del fiume birrario. Una volta giunti sull’altra riva il più è fatto. Dopodiché la curiosità prevale e pian piano si prende confidenza con l’artigianale in tutte le sue forme. A noi ci ha affascinato la silhouette del luppolo e da allora siamo rimasti schiavi di tutte le birre straluppolate. E sia chiaro: schiavi vogliamo rimanere.

Carbone dolce? calze zeppe di dolciumi? cioccolatini? Naaa! Oggi la befana si è evoluta. La vera epifania è il primo assaggio grazie al quale ci vengono spalancate le porte della birra artigianale.

Voi avete già vissuto la vostra epifania? qual è stata la birra che vi ha introdotto al mondo della birra artigianale?


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