Blended Malt vs Single Malt: botte da Whisky

I Puro Malto sono ritenuti di gran lunga superiori rispetto ai Blended Malt. Ma è sempre vero? A quanto pare no.

Torniamo a parlare del nostro caro amico Whisky, il più pregiato tra i distillati di cereali, e lo facciamo chiamando in causa i cosiddetti Blended Malt. Sappiamo bene che il Whisky scozzese è una certezza. E Scotch Whisky fa rima con Single Malt, prodotto solo ed esclusivamente con malto d’orzo. Ecco perché lo si chiama anche Puro Malto. Per Blended, invece, si intende la miscela di Single Malt e Grain Whisky provenienti da distillerie diverse. I Grain Whisky contengono cereali diversi dall’orzo (frumento, segale, mais). Gli stessi Blended Malt non vanno confusi con i vecchi Vatted Malt, oggi rinominati Blended Malt Scotch Whisky, che indicano il melange (‘unione’) fra soli distillati di orzo, dunque senza impiego di succedanei.

I Blended Malt hanno un padre: Aeneas Coffey.

La nascita dei Blended Malt coincide con l’invenzione del primo alambicco continuo. Lo inventò un ex impiegato della dogana di Dublino: Mr. Aeneas Coffey. Fu lui a introdurre le piastre forate di rame per una migliore raccolta dei vapori etilici. Nacque così l’alambicco Coffey Still (o Potted Still, ‘alambicco a colonna’). E fu rivoluzionario: da quel momento in poi fu possibile produrre Whisky anche partendo da cereali non maltati. Questa scoperta stravolgerà i consumi di Whisky spostando l’asticella a favore dei Blended Maltd, decisamente più economici dei Puro Malto. Produttori e consumatori più tradizionalisti provarono a opporsi, ritenendo che una versione bastarda fosse immeritevole del titolo di Whisky. Ma fu tutto inutile. Il Blended Malt aveva già iniziato a percorrere la strada che lo avrebbe presto portato a diventare re incontrastato dei consumi di Whisky nel dopoguerra.

Single e Blended Malt: qual è il migliore?

Economico, conveniente e soprattutto buono. Tutto molto interessante. Ma se vogliamo metterli a paragone chi è il migliore tra Single e Blended Malt? Non esiste una risposta assoluta. Oltre ai cereali la differenza risiede nel metodo di produzione. I Single Malt vengono prodotti solo ed esclusivamente – esiste apposito disciplinare – con distillazione discontinua. I Blended Malt, invece, possono anche prevedere distillazione a colonna, a seconda della qualità. Questa differenza è importante perché determina la maggiore caratterizzazione territoriale dei Puro Malto, rendendoli più accattivanti agli occhi del consumatore. Senza contare che il malto d’orzo è l’ingrediente più pregiato tra tutti i distillati di cereali. Tuttavia, come dicevamo prima, è solo grazie all’ottimo rapporto qualità-prezzo dei Blended Malt che il Whisky ha ottenuto un successo planetario. Ed è grazie alla loro esistenza che alcune distillerie di Puro Malto sono arrivate fino ai giorni nostri. Con tanto di guadagnato per l’ecosistema dei distillati di cereali.

Sono gli scozzesi a dirlo: la distillazione è una scienza, il blending un’arte.

Non c’è dubbio che i Single Malt siano ottimi. Ma oggi, sulla scorta della nostra esperienza, vogliamo aprirvi gli occhi. Innanzitutto – e valga come regola universale – non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Facendo un parallelo col mondo della birra artigianale ci vengono in mente Lambic e Gueze. Il Lambic è sicuramente un prodotto mistico ma una Gueze – miscela di Lambic di età diverse – è altrettanto sublime. Se non di più: per produrre una Gueze vi è la difficoltà aggiuntiva di far convivere in un unico corpo due anime diverse. Lo stesso dicasi per i Blended Whisky.

Il sapore è il giudice supremo.

A tutto questo deve aggiungersi il passaggio in botte, necessario per armonizzare le sue componenti. E siccome l’impronta data dal legno è imprevedibile, capite bene la difficoltà di produrre un Blended Malt. Se tutto questo popò di discorso non è bastato per convincervi della qualità dei Blended Whisky vi consigliamo di fare la prova del nove: l’assaggio. Se il bicchiere riuscirà a mantenere il carattere unico di ciascuno dei Whisky impiegati, armonizzandoli in una sola essenza e portandoli a una dimensione superiore, allora saremo di fronte a un prodotto di qualità.

Nella battaglia contro i Blended, i Whisky Puro Malto vincono sul piano della raffinatezza. Ma la tecnica produttiva fa la differenza. E anche l’abilità del distillatore, vero ingrediente segreto dei Blended Malt.

Insomma, per noi lo scontro finisce in assoluta parità. E voi, nella lotta tra Single e Blended Malt, per chi fate il tifo? Quale versione blendata vi è piaciuta di più?


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