Birra doppelbock: la bevanda e il suo caprone

La birra Doppelbock è il pane liquido che i caproni hanno offerto in dono alla specie umana.

La birra Doppelbock è uno stile birrario a bassa fermentazione di origine tedesca. Si tratta della sorella maggiore della Bock – qui ci troviamo sopra i 7.5 gradi alcolemici. E’ nata quando i monaci paolani si sono messi in testa di produrre birra. L’avrebbero resa piena e abbondante, quasi masticabile. E l’avrebbero utilizzata per superare il periodo di astinenza dal cibo solido che precede la Pasqua. Sarà stata la benedizione del Signore o l’ispirazione monastica, fatto sta che la prima birra Doppelbock gli è venuta fuori una cosa fina. Poi però, gli è venuto il dubbio:

la birra Doppelbock non sarà troppo buona per affrontare un periodo di penitenza?

In presa al dubbio hanno avuto l’infelice idea di inviarne un campione al Papa per chiederne consiglio. Destino volle che la birra venisse brutalmente deturpata dal viaggio e arrivasse a destinazione in condizioni pietose. Il Papa riuscì a malapena ad assaggiarne un sorso: aceto! Si rifiutò di berla e per tutta risposta ne autorizzò la produzione, pensando che fosse un ottimo atto di dolore per i monaci paolani. Quella birra, la capostipite di un intero stile, venne chiamata Salvator (dedicata al Salvatore). Fu un successone. E da allora tutti iniziarono a emularla.

Ed ecco apparire un esercito di caproni.

Il suffisso -ator, associato alla primogenita birra Doppelbock, venne utilizzato da tutte (o quasi) le birre a venire. Alcuni lo utilizzarono come segno di rispetto, altri semplicemente per beneficiare del suo appeal pubblicitario. Generazione dopo generazione si è formato un esercito di caproni (bock in tedesco), in Germania come nel resto del mondo. Anche noi abbiamo la nostra: la Riegele Speziator. Ma è negli USA che i nomi della birra Doppelbock raggiungono la loro declinazione più irriverente. Tra sacro e profano, ecco come gli americani hanno interpretato questa leggenda birraria del vecchio continente.

Stoudts Smooth Hoperator

7 gradi alcolemici e ben 50 IBU per questa birra Doppelbock nata per celebrare il 20esimo anniversario del birrificio Stoudts. A quei tempi (2007) era la prima Doppelbock a stelle e strisce, brassata attraverso il coniugio di malti tedeschi e luppoli statunitensi.

Elevator Procrastinator

Birra Doppelbock al quadrato per il birrificio Elevator situato nel Columbus, Ohio. Procrastinator è una muscolosa birra da bere in comoda posizione supina, in atteggiamento di totale abbandono a sé stessi. E’ infatti una birra capace di fermare il tempo: berla è l’unica cosa da fare, tutto il resto si può procrastinare.

Flying Dog Collaborator

Questa birra è parte del progetto chiamato Open Source Beer Project, organizzato dal birrificio Flying Dog di Frederick, nel Maryland. Lanciando una campagna di crowdsourcing (raccolta di idee promossa attraverso Internet) il birrificio ha chiesto alla sua schiera di appassionati di fornire pareri e suggerimenti su birra, ingredienti e processo produttivo. La summa di tutti i feedback pervenuti ha dato vita a questa birra Doppelbock giustamente chiamata Collaborator.

He’Brew Rejewvenator

A Clifton Park, nello stato di New York, hanno avuto l’insana idea di accoppiare lieviti di specie diverse, appartenenti a birre trappiste e birre d’Abbazia. Ci hanno persino aggiunto un terzo ceppo di lievito europeo a bassa fermentazione, creando di fatto una fermentazione ibrida. Non contenti ci hanno aggiunto vino (Merlot della California) e uva (Concord). Il risultato di questo miscuglio è Rejewvenator, una pozione magica capace di dare eterna giovinezza.

Sixpoint Emasculator

Nel 2008 il birrificio Sixpoint di New York lancia la sua seconda birra a bassa fermentazione. Si tratta di una birra Doppelbock purosangue, prodotta con lievito e luppoli tedeschi. Il perché abbiano deciso di chiamarla Emasculator rimane un mistero: è il diabolico arnese utilizzato per la castrazione del bestiame. Non è uno strumento di tortura – non causa emorragia – ma rimane qualcosa di poco piacevole a cui pensare mentre si beve…

Sly Fox Instigator

In America la birra Doppelbock la sanno fare bene. A Phoenixville, in Pennysilvania, la fanno ancora meglio. Instigator del birrificio Sly Fox, per esempio, è una Doppelbock 100% crucca: malto Monaco, malti tostati e luppoli Hallertauer. Instigator è tentatrice ma sincera. Lo mette in chiaro fin da subito: manderà in paranoia le vostre papille gustative. Siete liberi di berla ma poi non dite che non vi avevamo avvertiti.

Thomas Hooker Liberator

Concludiamo con quella che è forse la più teutonica delle Doppelbock americane. Siamo infatti al cospetto di una vera birra Doppelbock e non di una becera imitazione “all’americana”. Malti Monaco, CaraMonaco, Vienna, Carafoam, Chocolate e orzo tostato, luppoli tedeschi (Select) e cechi (Saaz), quindi fermentata con un ceppo di lievito bavarese a bassa fermentazione. Il tutto in “soli” 8,5 gradi di bontà, da masticare come se fosse pane liquido.

Gradazione alcolica generosa e consistenza tattile masticabile. Un suo sorso è capace di placare i morsi della fame. Ebbene sì: nella birra Doppelbock è racchiuso il segreto per sconfiggere la fame nel mondo.

A voi piace la birra Doppelbock? avete mai assaggiato qualcuna delle birre menzionate?


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