Altbier: paradossi da crucchi

Altbier è uno stile birrario contraddistinto dall’impiego di lieviti da alta fermentazione che fermentano e maturano a basse temperature.

Le Altbier sono il paradosso fatto birra. Il perché è semplice: anche la Germania, famosa in tutto il mondo per le sue birre appartenenti alla grande famiglia delle Lager, possiede i suoi stili birrari ad alta fermentazione. Le Altbier, in abbreviato Alt, sono uno di questi.

Le Altbier sono semplici, come le vedete.

colore ramato, corpo limpido, gusto amaro ma bilanciato dai malti, finale secco e ben attenuato. La gradazione alcolica è modesta, generalmente di poco sotto i 5% abv. Un dettaglio importante che rende le Altbier particolarmente adatte al consumo seriale. I malti utilizzati sono soprattutto Pils e Munich ma si possono impiegare anche Crystal, Chocolate e Black per aggiustare il colore. Il luppolo tipico è il “nobile” tedesco Spalt, con possibili varianti di Saaz boemo. Una delle Altbier più famose – sebbene le sia concessa la licenza poetica dell’impronta amara – è quella prodotta dal brewpub Uerige.

 Altbier, ovvero la “birra vecchia”.

Alt, ‘vecchio’, si riferisce al vecchio sistema di produzione basato sull’alta fermentazione, l’unico conosciuto prima del 16esimo secolo – quando diventerà popolare la bassa fermentazione. E’ uno stile tradizione particolarmente legato al territorio: bisogna andare nella regione del Rhineland, al confine con Belgio e Olanda, per poterne assaggiare qualche esemplare.

La città per eccellenza delle Altbier è Dusseldorf.

E’ qui che si trovano i numerosi locali specializzati nella mescita (e produzione) di questo stile. Ed è qui che ancora oggi viene servita secondo i canoni tradizionali: direttamente dalle botti e a caduta. La regola prevede che i camerieri (kobes) utilizzino il sottobicchiere in due modi: per segnare il numero di birre consumate con una tacchetta e per determinare fino a quando possono continuare a servire il cliente. La regola tacita, infatti, prevede che il bicchiere di birra venga riempito a oltranza fino a quando il sottobicchiere non viene posto sopra il bicchiere. Tenetelo bene a mente se andate da quelle parti o rischiate di trovarvi brilli prima del previsto.

Alta fermentazione nell’intenzione, bassa fermentazione di fatto.

Prodotta con lieviti da alta fermentazione ma fatta fermentare a basse temperature (15-20 gradi), così come a basse temperature viene fatta maturare (lagerizzazione). E’ quindi una birra ibrida. Potremmo dire che è la versione crucca delle Steam Beer (California Common), alte fermentazioni americane sottoposte a lagerizzazione. Non per nulla questo stile americano, reso famoso dall’omonima Anchor Brewing, è nato a opera dei tedeschi emigrati negli USA, desiderosi di bere qualcosa che ricordasse la loro terra natia.

Altbier sta a Dusseldorf come Koelsch sta a Colonia.

Le Altbier sono spesso contrapposte a un altro stile birrario tedesco, quello delle Koelsch. Il motivo è la storica competizione tra le città di Dusseldorf e Colonia, dalle quali i due stili rispettivamente sono originari. Entrambi sono stili che si può dire di aver assaggiato solo dopo aver fatto tappa in una di queste città. Per fortuna anche in Italia esiste qualche (raro) esemplare: Say no more (Infermento), Sticher (Grado Plato, tra l’altro il nome indica una particolare variante stagionale delle classiche Altbier), Vecchia Volpe (Valcavallina), Jatobà (San Paolo), Negramara (Birranova), Alt (Rhyton), Rossa (Boccale D’Oro), Diaciannov (Aeffe), e infine Baronessa (Terrantiga), per un totale di nove.

Dire che la birra tedesca è la migliore al mondo è esagerato ma in Germania una cosa la sanno fare bene: produrre birre che vanno giù come acqua. Le Altbier sono così e prima di accorgevene vi ritrovate a contemplare il bicchiere vuoto.

Conoscevate lo stile delle Altbier? quali etichette avete provato?


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